Il nuovo disciplinare DOC Monreale al centro di una giornata tecnica a Feudo Disisa
Martedì 7 luglio si è svolta a Feudo Disisa, storica azienda del territorio, una giornata tecnica promossa dal Consorzio DOC Monreale, dedicata al nuovo disciplinare di produzione entrato in vigore nel 2024. All’incontro, aperto sia alle aziende consorziate sia a quelle presenti nello stesso territorio, hanno partecipato oltre 30 persone tra produttori, tecnici e consulenti.
Una scelta coraggiosa: puntare sul territorio, non sulla varietà
Ad aprire i lavori è stata la Presidente del Consorzio, Costanza Chirivino, che ha ripercorso le ragioni della svolta impressa dal nuovo disciplinare: investire sul nome della denominazione — Monreale Bianco, Monreale Rosso, Monreale Syrah — piuttosto che sulla singola varietà.
“Una scelta tanto coraggiosa, quanto necessaria. In un momento storico in cui occorre investire sulle peculiarità identitarie del territorio, abbiamo scelto di marcare ancor più il legame con la città di Monreale e con il suo esteso territorio di riferimento, senza dimenticare il fondamentale legame con la città di Palermo.”
Il percorso che ha portato a questo cambiamento parte da lontano: nel 2000 arriva il riconoscimento della DOC, con un ampio ventaglio di vitigni e tipologie ammesse. Dal 2018 si avvia il percorso di revisione del disciplinare, fino all’entrata in vigore, nel 2024, delle nuove regole: 3 vitigni principali più 2 complementari, per un totale di 7 tipologie di vino.
Meno vitigni, più identità
È toccato all’agronomo e consulente Maurizio Lunetta ricostruire l’excursus storico della denominazione, evidenziando come i vitigni ammessi siano passati da 12 a 3 (più due complementari in blend). Le tre varietà scelte sono Catarratto e Perricone — due vitigni storici e autoctoni, rispettivamente a bacca bianca e rossa — e il Syrah, definito “il più siciliano degli internazionali” per i risultati raggiunti in questo territorio. Ammessi in percentuali definite anche Inzolia (nel bianco) e Nero d’Avola (nel rosso e nel rosato).
Anche le tipologie si sono semplificate: dalle 19 previste dal vecchio disciplinare (tra menzioni di vitigno singolo, superiore, riserva, vendemmia tardiva e novello) si è passati alle attuali 7: Monreale Bianco, Rosato, Rosso, Rosso Riserva, Syrah, Syrah Rosato e Syrah Riserva.
Per Lunetta, la flessibilità resta un valore chiave:
“I disciplinari dovrebbero essere intesi come un corpo vivo, in grado di accogliere modifiche con maggiore rapidità di quanto avviene solitamente, per poter reagire ai cambiamenti produttivi delle aziende e di mercato.”
I numeri raccontano una denominazione in crescita
A chiudere la sessione teorica è stato Lucio Monte, responsabile dell’area tecnico-scientifica dell’IRVO, che ha condiviso i dati delle rivendicazioni della DOC Monreale relativi agli ultimi 15 anni.
“Dai dati, elaborati dall’azienda Canino, si evince una importante presa di consapevolezza da parte dei produttori, soprattutto dall’entrata in vigore del nuovo disciplinare, a cui è corrisposto un sensibile aumento delle quantità di vino imbottigliate a DOC Monreale. Un segnale che fa ben sperare per il futuro della denominazione.”
La degustazione alla cieca: il momento più atteso
La seconda parte della giornata è stata dedicata alla degustazione, rigorosamente alla cieca, di tutti i vini DOC Monreale prodotti dalle aziende consorziate: 11 Monreale Bianco, 3 Rosati, 6 Monreale Rosso e 9 Syrah. Un percorso degustativo articolato, capace di restituire la modernità, la qualità e la consistenza delle produzioni che rappresentano il Consorzio.
È stato naturalmente il momento di maggior confronto tra produttori e tecnici delle aziende partecipanti, durante il quale ciascuno ha condiviso la propria idea di vino. Gli obiettivi della degustazione erano chiari: verificare la coerenza identitaria e territoriale delle singole tipologie e valutare le differenze stilistiche e tecniche dei vini attualmente in commercio.
Dagli spunti emersi, uniti all’analisi del disciplinare, prende forma l’ipotesi di un tavolo tecnico che possa delineare il percorso verso una futura ridefinizione delle regole e in linea con le scelte strategiche della denominazione.


